Cosa sono le accise?

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Con “accisa” si intende un’imposta indiretta applicata sulla fabbricazione o sulla vendita alcune categorie di beni, tra le quali troviamo:

  • Energia elettrica
  • Gas metano
  • Idrocarburi
  • Tabacco
  • Alcool

È un’imposta che viene applicata sulla quantità dei beni prodotti, a differenza dell’IVA che incide sul valore; è indiretta perché il produttore, che paga l’accisa, la gira al consumatore. La parola accisa deriva dal latino accidere, che significa cadere sopra e dal punto di vista normativo sono regolate dal Testo Unico Accise, ovvero il Decreto Legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e la loro gestione in Italia è affidata all’Agenzia delle Dogane, che si occupa anche dei rimborsi. A livello internazionale l’Italia ha ratificato l’accordo euromediterraneo nel settore del trasporto in merito al pagamento delle accise, con la legge 13 ottobre 2009, n. 158.

La prima accisa introdotta in Italia risale al 1864 ed era quella sulla produzione di birra e sulle acque gassate, ma dobbiamo arrivare al 1939 per vedere l’inizio della tassazione sugli oli minerali e sui prodotti della loro lavorazione, come i carburanti. Tali accise sono state introdotte e modificate nel corso degli anni per far fronte ad impellenti esigenze economiche dello Stato derivanti da eventi eccezionali, come ad esempio il disastro del Vajont del 1963, l’alluvione di Firenze del 1966 ed i terremoti del Belice, del Friuli e dell’Irpinia rispettivamente nel 1968, nel 1976 e nel 1980.

A quanto ammontano le accise?

Con gli ultimi aggiornamenti del 2019 le principali accise ammontano a:

  • Benzina: €728,40 per mille litri;
  • Gasolio: €617,40 per mille litri;
  • GPL: €267,77 per mille kg;
  • Gas naturale: €4,4 per mille kg (dato indicativo calcolato su una conversione di 0,74 kg/m³);
  • Energia elettrica: €0,0227 per kW-h.

L’accisa per l’energia elettrica presenta una peculiarità per i consumatori domestici con contratto residente con effetto deterrente ad oltrepassare i 3kW di potenza contrattuale, in particolare ci sono i seguenti scaglioni:

  • Fino a 1800 kW-h non si addebita l’accisa;
  • Da 1801 a 2640 kW-h si applica l’accisa nominale;
  • Da 2641 a 4440 kW-h si applica due volte l’accisa, una per il kW-h consumato e la seconda per recuperare il kW-h esentato;
  • Da 4441 kW-h in poi si applica l’accisa nominale.